Domenico's profile"Simmetriche luci gialle...PhotosBlogListsMore Tools Help

"Simmetriche luci gialle e luoghi di concentrazione"

"Lasciami qui, lasciami stare, lasciami così. Non dire una parola che non sia d'amore" CCCP
July 05

Un quarto di secolo

Il ventilatore compiva il suo giro per l'ennesima volta. L'aria, smossa dalle pale, arrivava al suo corpo rinfrescandolo diligentemente. Seduto sulla sedia del suo studio M. ripensava alla sera precedente, agli amici che affollavano il suo appartamento, ai suoi venticinque anni compiuti senza infamia e senza lode. Il pomeriggio si inoltrava caldo e umido verso un sabato sera di noia e M. continuava a ritornare indietro nel tempo cercando di trovare un senso al quel quarto di secolo che la carta d'identità gli imputava. Da un po' di tempo aveva notato in sé una certa predisposizione all'ascolto ed una diminuita logorrea, difetto che si era sempre riconosciuto. E questo gli aveva dato un po' di speranza, forse le cose, le persone, potevano davvero cambiare, come affermava un vecchio e famoso boxeur. Ma intanto le cose andavano avanti, troppo simili a sé stesse, da troppo tempo. C'era bisogno di ben altro che un filo di speranza. C'era bisogno di agire. Ma faceva troppo caldo. Avrebbe aspettato il fresco dell'autunno. E forse arrivato l'autunno si sarebbe lasciato ancora trascinare giù dall'ignavia. Chissà.
June 29

SVEGLIAMOCI

"CI SIAMO ABBANDONATI DOLCEMENTE NELLE BRACCIA DI QUESTO SISTEMA, LASCIANDOCI CULLARE, INCREDULI, DALLA SEMPLICITA' DI POTER SEMBRARE PUR DI NON ESSERE"
dalla grande rete.
March 31

Davvero poi non ha molta importanza...

Esco, c'è un uomo; no non è un uomo: è un drago.
Ha le ali verdi e la faccia fa paura.
Poi vado al bar e al bar c'è il barista;
no non è un barista: è un mostro giallo e fucsia.
Me ne vado in piscina, mi tuffo e, a un certo punto,
la piscina è una bocca così grande che mi risucchia.
Vado a dormire e finalmente sono da solo.
No, non sono da solo: arriva il gatto, ma è un giaguaro.
No, no, no non vedrò più il giallo della tua maglietta
e, e, e davvero, poi, non ha molta importanza,
e, e, e cercavo un giardino in fiore e ho trovato un lucchetto,
e, e, e solo un amico, che ti ama, può diventare specchio.

Vedi, amore, solo la paura dà il fuoco ai draghi.

Esco, mi scappa la cacca, entro in un bar.
Sorrido, dico: "Ho la diarrea"; il barman dice: "Prego, là c'è il bagno".
Cammino per la strada e compro un ghiacciolo.
C'è una ragazza, sembra un cigno; no è una ragazza.
Esco; c'è un uomo, e c'è un drago nella mia testa.
Se ne vola via il drago e resta un uomo con gli occhi grigio-azzurri

No, no, no non vedrò più il giallo della tua maglietta
e, e, e davvero, poi, non ha molta importanza,
e, e, e cercavo un giardino in fiore e ho trovato un lucchetto,
e, e, e solo un amico, che ti ama, può essere vero.

E, e, e quanta insicurezza in fondo mi circonda,
e, e, e quanta forza è costruita sopra ai pesciolini,
e, e, e han preso anche il mio pupazzetto bianco,
e, e, e ora basta: mi esce il fuoco dalla bocca, brucio la gabbia.

Si, amore, ora sono un drago, sono libero, sono il capitano dell'universo

"Drago" Francesco Tricarico

February 04

"Così vanno le cose, così devono andare"

Il sole faceva capolino dall'orizzonte come faceva ogni giorno da sempre.

Pueblo seduto sulla sabbia umida fissava il cielo.

Anche questa volta non gli restava altro da fare.

Anche questa volta colpa del suo cuore.

Lo sapeva, Pueblo, lo sapeva che non era conveniente rivelare i suoi sentimenti, eppure ci ricascava sempre... Ci ricascava sempre in nome della lealtà.

La lealtà l'aveva fregato in tutti i modi.

L'idealismo.

E già che gli sarebbe stato facile comportarsi come il mondo voleva. Come gli amici gli consigliavano. Come l'egoismo suggeriva.

Ma non lo faceva.

Idiota di un Pueblo.

Guardava il cielo e pensava ai momenti passati con lei, al bel rapporto che avevano, ai film che avevano visto insieme, agli addii.

Cosa avrebbe dato per tornare indietro, per ritornare a prima.

Ma poi sarebbe andata allo stesso modo. Le avrebbe ridetto le stesse parole. Le avrebbe riconfessato le stesse paure...

E allora a niente sarebbe valso un pur impossibile a rebours...

A niente.

E allora insieme al sole si alzò anche lui, lentamente, la sabbia ancora sui jeans.

Cominciò a camminare lungo il bagnasciuga.

Camminava e guardava i suoi piedi, le orme lasciate sulla sabbia bagnata, le onde che le cancellavano, che le inghiottivano.

Camminava verso la fine della spiaggia, camminava e non pensava ad altro.

Il cuore avrebbe capito.


Mimmo Lettiero

December 24

Malaffare

A Maronn' nun vo' parturì
ha deciso ca' se vo' aburtì

Tutt'e Santi stann a jastemma'
San Giuseppe vo' divorzia'
all'inferno stann a festeggia'
stann tutt'a se piglià 'o cafe'
'mparaviso stanno a se danna'
stu' Natale forse nun se fa'

Chist è nu malaffare..

'O Signore vo' sapè pecche'
a Maronn'  nun vo' chiù 'o bebbe'
e 'nce dice: nun se fa accussì
'e sgravà nun te può aburti'

A Maronn' nun ne vo' sape'
e fa figli nun s'a sente chiu'
tanto 'o 'ssape comme va' a fernì
'ncopp a croce anna je a murì

Chist è nu malaffare..

E si' Natale nun venesse chiù?
Si Natale nun venesse chiù...
chi chiagnesse
'e lacreme chiù amare
'e commercianti o 'e criature..


'e commercianti o 'e criature?...

"Malaffare" Napoli Centrale
December 13

Pocho e Fulminino 2

  questo si vede meglio... :D si amano davvero!
December 05

Pocho e Fulminino



      
SI AMANO!



November 24

Così pensava forte un venticinquenne disperato

Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.

Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non fara mai
un cavaliere del lavoro,
io son d'un'altra razza,
son bombarolo.

Nel scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io son d'un altro avviso,
son bombarolo.

Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.

Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.

Così pensava forte
un trentenne disperato,
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.

C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.

Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.

"Il bombarolo" Fabrizio de Andrè
October 31

The end without the beginning

Se lo sentiva che un giorno sarebbe accaduto, nella loro illogicità, le donne, sono comunque prevedibili. Quella sera lei lo contattò e gli chiese scusa. Era passato più di un mese, quasi due dall'ultima volta, da quella conversazione iniziata con i migliori propositi e finita con le peggiori parole.
Lui non ci pensava più, non amava più, vivacchiava come era abituato a fare da anni e, in fondo, era sereno. E lo sapeva che prima o poi lei gli avrebbe chiesto scusa, che si sarebbe resa conto dei gravi errori di valutazione che aveva commesso, chè prima o poi anche i semi lanciati al vento raggiungono il terreno, e fioriscono. Prima o poi. E lo sapeva. Ma non era preparato. Non sapeva cosa le avrebbe detto nel caso. Non sapeva come si sarebbe comportato. Non sapeva cosa avrebbe provato.
Sicuramente non soddisfazione. Non era così povero di spirito.

Provò tenerezza, tenerezza per sé stesso. Tenerezza per l'uomo che, nonostante tutto, cercava testardamente di sognare ancora, tenerezza per la sua voglia di amare incondizionatamente, di essere amato incondizionatamente. Tutte cose fuori moda.
E provò tenerezza per lei, tenerezza per quel loro strano rapporto.

E poi capì, capì che erano due pezzi di un puzzle, due pezzi molto simili, ma non combacianti, capì finalmente che cercare di farli incastrare sarebbe stato non inutile, ma dannoso.

Prese un foglio, una penna e cercò di spremere le ultime gocce d'amore che aveva in corpo. Le diluì con tanto affetto, un po' di malinconia e uscì uno strano racconto, il racconto della fine di un qualcosa che non aveva mai avuto inizio.

Mimmo "Kontro!" Lettiero
October 25

Mi viene da piangere..

...pensando a quello che abbiamo passato, ai campi di Chieti, Gela, San Benedetto del Tronto, Frosinone. Pensando alle gioie che mi ha dato questa squadra, alle rimonte orgogliose all'ultimo minuto, alla rabbia per i gol sbagliati da Capparella in quel giorno di giugno.. Pensando alla fede incrollabile che ho nel Pampa e nel suo colpo di testa, all'amore fraterno che ho per Emanuele "Goldrake" Calaiò, ai colpi di fulmine che ho avuto con "el Pocho" Lavezzi e con "Marechiaro" Hamsik... Alla fiducia che ho in "San Gennarone" Iezzo nonostante l'Olimpico... Pensando che sabato c'è l'odiata Juventus con tutto quello che rappresenta in casa, che l'abbonamento è là nello scaffale, che finalmente NON HO PAURA di una partita del genere. Pensando che anche io, che ero un bambino ai tempi di Diego e che di quelle partite capivo solo che quelle maglie rossonere erano "il nemico" e che quel signore con quei capelli ricci e la maglietta azzurra faceva sentire orgoglioso mio padre di avermi portato lì, anche io finalmente posso essere ORGOGLIOSO della mia squadra, e finalmente guardare mio padre negli occhi quando torno dallo stadio e vederlo di nuovo felice.

La nostra generazione finalmente sembra vedere la luce. Anni di gioie ci aspettano.

E' FRNUT A NUTTAT, ma io continuo a sognare sempre più forte.

GRAZIE NAPOLI!

Mimmo "Kontro!" Lettiero
October 14

I need...

To be lost in the forest
To be cut adrift
You've been trying to reach me
You bought me a book
To be lost in the forest
To be cut adrift
I've been paid
I've been paid

Don't get offended
If I seem absent minded
Just keep telling me facts
And keep making me smile
Don't get offended
If I seem absent minded
I get tongue-tied
Baby, you've got to be more discerning
I've known never known what's good for me
I will be yours

I'll pay for you anytime

You told me you wanted to eat up my sadness
Well jump on, enjoy, you can gorge away
You told me you wanted to eat up my sadness
Jump right on
Baby, you've got to be more discerning
I've known never known what's good for me
Baby, you've got to be more demanding
I will be yours

What are you holding out for?
What's always in the way?
Why so damn absent-minded?
Why so scared of romance?

This modern love breaks me
This modern love wastes me

Do you wanna come over and kill some time?
Tell me facts, tell me facts, tell me facts
Tell me facts
Throw your arms around me

October 08

Vi presento Pocho


 
September 26

E cantava le canzoni...

E cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mare...”

Il mare non l'aveva visto che una volta nell'estate appena trascorsa. Non aveva nessuna canzone nuova da cantare, ne niente da ricordare.

L'autunno dietro l'angolo, venerdì sera, un paesino calabrese su una collinetta, la festa padronale.

Cercò di ricordarsi come era arrivato fin lì, una lunga serie di coincidenze, frutto anche di sue azioni, ma alla fine, pensò, non era importante. Ora c'era e nessun pensiero avrebbe cambiato questo dato di fatto.

“E partiva l'emigrante ritornava dal paese ...”

I palazzi attiravano la sua attenzione, gruppi di ragazzi, famiglie, l'intero paese sciamava per le strade e intervallavano quella visione: palazzi a due piani, con portoni grandi, forzatamente signorili, decadenti al punto da risultare assolutamente bellissimi. Poche stanze ancora abitate, il primo piano quasi sempre abbandonato.

In piazza tutto il paese, e tanto spazio vuoto.

“...con la fotografia di Bice bella come un attrice”

Quella musica che veniva dal palco gli ricordava molte donne, donne amate e dimenticate, donne da amare e mai amate.

Ora non aveva nessuna fotografia da guardare e riguardare, da stringere e da sognare.

Solo sogni infranti, ricordi sbiaditi, speranze disilluse.

Girò gli occhi verso il palco. Un uomo con un cappello a tuba ed un microfono. Una piccola folla.

Infondo, pensò, ci voleva poco per sperare ancora.

Per sognare ancora.

Bastava una canzone cantata con passione, un venerdì sera di paese, una festa padronale.

Un amico ed un'amica che si sposano, la felicità nei loro occhi.


Mimmo "Kontro!" Lettiero

August 19

Agosto è il mese più freddo dell'anno...

 
Agosto
è il mese più freddo dell’anno
L’inverno si sposta sei mesi in avanti
e non è il polo sud
qui non è il polo sud

Agosto
La sveglia che rompe il silenzio
Qualcuno è in vacanza
e lei suona per ore
che freddo che fa

Agosto
ti affacci su un cuore malato
le cinque di sera ed è già buio pesto
l’inverno d’agosto

Il ghiaccio
si posa e ricopre le cose
l’attesa del caldo congela anche i morti
che freddo che fa

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco tanto stanco

Agosto
è il mese più freddo dell’anno
nell’altro emisfero lo chiamano inverno
l’agosto

"Agosto" dei Perturbazione
August 07

This is the end...

Benvenuta
stava scritto sui fiori per te
ma io rimango solo
solo qui
coi fiori e le speranze
non chiedermi perché
quanta gente aspetta un treno
e come gli altri io sicuro
aspettavo te
Dio quanto tempo
son felice di vederti
hai fatto tardi non importa
ma non ferirmi un'altra volta

e ho comprato champagne e pasticcini
e mi son sentito quasi un uomo
a trattarti da signora
e a scordarmi quel che è stato
ti offrirò la mia allegria
quel che non posso dare agli altri
e anche io lo sai
so ridere e scherzare

preparo la faccia da proporti
un po' stupita, un po' contenta
ecco sono pronto ad incontrarti
e ho una macchina nuova
tutta pronta per portarti
verso nuovi sentimenti
più maturi, più contenti

che amarezza però
rimanere così da soli
sul marciapiede
mi vengono in mente le altre volte
ad aspettare te

e non c'è niente più da fare
aspettare un altro treno
tu non verrai e che stupido son stato
venire subito da te
chiederti perché
ma non importa,
che t'importa
m'infilerò in questo locale jazz
ti cerco un po' prendo una birra
e un altro po' d'amore
se ne va

"25 aprile" Vinicio Capossela
July 14

"Trovare qualcuno che dica ti amo senza mai guardarsi intorno e chiedersi cosa facciamo"

Arriva un giorno in cui ti svegli e cerchi di capirci qualcosa.

Di capire dove cazzo stai andando e come.

Ti svegli e ti guardi allo specchio. L'avrai fatto migliaia di volte, ma quella mattina è diverso. Quella mattina ti guardi e ti viene da domandarti chi cacchio sia quell'ebete che ti fissa dritto negli occhi.

E non sai risponderti.

Non lo riconosci.

Vai in bagno, ti sciacqui la faccia con acqua fredda. Ti riguardi allo specchio. Ancora niente.

Allora cominci a guardare tutto in modo diverso. A partire dallo spazzolino. Perché l'hai comprato blu e non azzurro? Perché usi l'Aquafresh e non un altra fottuta marca di dentifricio? E questo cazzo di deodorante che ti decolora tutte le magliette scure quando ti deciderai a cambiarlo?

Con questi pensieri ritorni in camera e ti vesti. Calzini, pantaloni, scarpe, cintura, maglietta.

La solita piccola routine e vieni riassorbito. Basta poco.

Non ti chiedi più niente. Punti la cucina e fai colazione.

E tutto andrà di nuovo avanti da sé.

In questi giorni di mattina non mi vesto. O almeno non completamente. Metto pantaloncini e infradito da mare. Il caldo, cerco di fregarlo. Mi vesto solo se serve, solo se devo.

E la colpa deve essere di questo piccolo particolare. La colpa del fatto che arrivo a sera e ancora mi domando cosa cazzo sto facendo e dove cazzo vado.

E non è mica facile convivere con domande del genere quando la risposta ti è assolutamente ignota.

Non è facile.

E poi ti svegli un altro giorno. E credi di capirci qualcosa finalmente. Hai un perché. Scopri di amare qualcuno.

E glielo dici. Anche se credevi che fosse evidente. Che trasparisse dai fatti. Ma riconosci il valore delle parole e glielo dici.

E niente. Rimani lì. Non ti chiedi più cosa stai facendo ne dove vai.

E il mondo continua a girare.

E tu hai detto per la prima volta “ti amo”.


Mimmo "Kontro!" Lettiero

July 09

Parole che servono

Questo testo non è scritto da me, ma da un mio carissimo amico, Davide. Quasi ogni singola parola doveva essere partorita dalla mia mente e dal mio cuore, ma avevano perso la strada per questo le riporto qui:

E’ quando sei davanti ad uno schermo bianco che ti fai domande che magari sarebbe bene non farsi. Che le due sono passate, da un pezzo, e dovresti essere a nanna a non pensare più a nulla o, magari ignorando quei desideri a cui tanto tieni. Quei desideri a cui fai appello per far credere che sei un Baricco, ma che in realtà si crede un Bukowsky, ma che in realtà non è né l’uno né l’altro, soltanto un pedestre tentativo di sembrare l’eterno dannato. Quando di dannato e di eterno hai solo un vago senso d’insoddisfazione.

E’ quando sei davanti ad uno schermo bianco che ti rendi conto che non è vero che per essere felici basta poco. Ma che ci ti ci vuole carne, occhi ed un sorriso. Non uno qualunque. E tu sei lì, e aspetti. Aspetti che qualcosa esca fuori, che magari il cursore ha lampeggiato tante di quelle volte che un po’ di roba devi dirla, per forza. Che poi a rileggersi, con sigaretta alla mano, magari ti senti un po’ meglio. Ma è quel “meglio” che sembra un sorriso stonato. Quasi fuori luogo. Che finisce quasi subito.

E allora ti rendi conto che lo schermo bianco è solo un modo come un altro per ingannare quello che brucia dentro, o magari non solo quello. L’attesa che il Bromazepan 3mg faccia effetto, e ti porti morto stecchito, per le orecchie, nel sonno più profondo. L’attesa che magari il telefono possa squillare, per sentirti dire qualsiasi cosa possa confermare che, si, in fondo, l’istinto non ti porta solo al macello. Almeno non adesso. L’attesa che ti logora. L’attesa che i “forse”non ripagano, almeno a breve termine. Ma neanche a lungo. E che le coincidenze sono un po’ come la lotteria, che si vince una sola volta nella vita. Ma la notizia l’apprendi solo dai giornali. E pensi che tutto non sia un caso, che tutto doveva succedere. Ma è ad unire i puntini che magari ti ritrovi una figura che ti lascia un po’ perplesso, una cosa per adesso poco comprensibile o, che a voler vedere il bicchiere mezzo vuoto, è troppo simile alle proiezioni disilluse delle tue aspettative. Una cosa che è meglio accettare, o cambiare pagina. Subito. Affogando tutto nel cuscino, sul nascere, e senza rimpianti. Perché la lezione l’ho imparata anche questa volta, ma è alla pratica che vengo sempre respinto. E, si, lo so. So che è meglio non lasciarsi andare, perché hai sempre in mente la favola della rana e dello scorpione, e se anche a questo giro di ruota ti senti ancora rana, preferisci lo stesso andare incontro al finale.

Tu, con la tua fiducia data a prescindere.

Tu, con i tuoi desideri schiacciati secondo copione.

Questa volta però speri.

Che almeno tu possa annegare con loro.


grazie Davide...

July 08

Something to be.

As soon as you're born they make you feel small
By giving you no time instead of it all
Till the pain is so big you feel nothing at all
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be

They hurt you at home and they hit you at school
They hate you if you're clever and they despise a fool
Till you're so fucking crazy you can't follow their rules
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be

When they've tortured and scared you for twenty odd years
Then they expect you to pick a career
When you can't really function you're so full of fear
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be

Keep you doped with religion and sex and TV
And you think you're so clever and class less and free
But you're still fucking peasants as far as I can see
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be

There's room at the top they are telling you still
But first you must learn how to smile as you kill
If you want to be like the folks on the hill
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be
If you want to be a hero well just follow me
If you want to be a hero well just follow me

"Working class hero" di John Lennon
July 06

Autodafè

Erano passati mesi da quella sera. Erano passati mesi da quella sensazione inspiegabile, da quello smuoversi di viscere, da quella presa di coscienza, da quell'epifania sovvertitrice.Louis si trascinava avanti indolente, niente aveva importanza, niente di quello che non riguardava Rachel.

Attimi in cui gli tornavano in mente ricordi di lei si innalzavano come stelle comete nella notte dei suoi giorni inutili. Gli succedeva così quando non la sentiva per un periodo di tempo che la clessidra del suo cuore riteneva intollerabile.

E quando non la pensava la sognava. Anche il sonno ormai non gli apparteneva più.

Tutto era intriso di lei.

Erano passati mesi da quella sera. Erano passati mesi da quella sensazione.

"Mi sento strana” gli disse quando l'abbracciò d'improvviso, teneramente.

E lui dopo tempo se ne rese conto. Si rese conto di essere lui il problema.

Era colpa sua se le cose andavano così. Se le cose si trascinavano.

Si, era lui.

Il suo idealismo stantio.

Il suo romanticismo fuorimoda.

Il suo maledetto modo di autoannullarsi.
Mimmo "Kontro!" Lettiero

July 03

Quattroluglioduemilasette

Ventiquattro anni, 24, quasi un quarto di secolo, quasi...

Quasi l'età per rinunciare ai sogni, quasi...

Inadatto ai sentimenti: amore, gelosia, indifferenza, odio, sensazioni troppo viscerali per un animo mediocre.

Ventiquattro anni, 24, sprecati, senza un fine, senza un perchè. Senza.

Tante cose cominciate e nessuna finita. Solo inizi e un'unica interminabile fine.

Un quarto di secolo quasi, e sentirsi il resto di niente.


Mimmo "Kontro!" Lettiero

June 18

Nu ta scerrare mai delle radici ca tieni!

Oinì

Oi come deio a fare pi amà sta donna

De rose deio a fare, de rose deio a fare

De rose deio a fare nu bello giardini

 

Nu bellu giardini

De rose deio a fare nu bellu giardini

‘ntorni pi ‘ntorni a lei,’ntorni pi ‘ntorni a lei

‘ntorni pi ‘ntorni a lei ll’aja murari

 

‘ntornì ll’aja murari

‘ntorni pi ‘ntorni a lei ll’aja murari

de prete priziose, de prete priziose

de prete priziose e d’ore fini

 

d’ore fini

de prete priziose e d’ore fini

janca come la neve, janca come la neve

janca come la neve a la muntagna

 

neve a la muntagna

janca come la neve a la muntagna

dint’ ce metto na belle, dintr ce mette na belle

dint’ ce metto na bella funtane

 

na bella funtane

dint’ ce metto na bella funtane

e aja fa corre l’acqua , e aja fa corre l’acqua

e aja fa corre l’acqua surgentine

 

l’acqua surgentine

e aja fa corre l’acqua surgentine

e ‘ngoppa ce metto n’auciell, ‘ngoppa ce metto n’auciell

‘ngoppa ce metto n’aucielle a cantare

 

N’aucielle a cantare

N’goppa ce metto n’aucielle a canta(re)

Cantava e repusava, cantava e repusava

Cantava e repusava ,oi bella diceva

 

uè picciuè, sienteme bbuono a me

ca mammeta llu sa, e t’o vo dicere pure a te

 

a me ne ha fatto annammurà

la cammenatura e lu parlà

e la donni quanno è bella

te ne adduni a lu cammenà

cu lu passo lungo e stritto

la vunnella fa girà

 

uè picciuè…..


"La montanara" ovvero "Tarantella del Gargano"

June 14

E quindi uscimmo A riveder le stelle!

A
10 giugno 2007, sarà difficile dimenticare questa data.
Uno dei giorni più belli.
Un grazie particolare alla mia fotografa,spero di condividere molte altre gioie con te!

May 28

Ho voglia di stringere ancora le tue mani...

E una bella ragazza poi
mi versava da bere
mentre tu cosi' lontana no
non c'eri più non c'eri più

e camminando senza piu' guardare ho
solo voglia di andar via
da questo mare

e pensa che ti ripensa
il tempo vola
mentre gli altri mi stanno chiamando
e io non so che dire
e mi fermo indietro a ricordare
che ho voglia di andar via
da questo mare

e camminando senza più
guardare ho solo
voglia di andar via da questo mare

e tu adesso mi dici che
non sai più bene cosa farai
della tua vita

ma ovunque andrai
non sara' mai finita anche se
il tempo si scorderà
dei tuoi vent'anni

le navi del porto
sull'acqua non fanno rumore
c'è un battello che arriva
seguito da barche e gabbiani
se chiudo gli occhi pensando a domani
ho voglia di stringere ancora
le tue mani

e camminando senza più guardare ho
solo voglia di andar via
da questo mare


"Via da questo mare" di Sergio Cammariere
May 20

Ci sono imprese che rendono gli uomini immortali...

Altro non ci apparìa che il cielo e l'onda,
Quando il Saturnio sul veloce legno
Sospese in alto una cerulea nube,
Sotto cui tutte intenebrârsi l'acque.

La dea possente ci spedì un amico
Vento di vela gonfiator, che fido
Per l'ondoso cammin ne accompagnava.

La nave, a entrarvi e a disnodar la fune
Confortava i compagni; ed i compagni
V'entraro, e s'assidean su i banchi, e assisi
Fean co' remi nel mar spume d'argento.


VAI LUNA ROSSA,
RIEMPI IL CIELO DI VALENZIA!


 

Windows Media Player

Domenico Lettiero

Occupation
Location
Photo 1 of 7